Secondo Munari “se faccio capisco”

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. Bruno Munari

Scrittore, pittore, designer, a suo modo pedagogo nasce a Milano nei primi anni dello scorso secolo.

E’, forse, più ri-conosciuto all’esterno che non tra i confini patri.

Molti potrebbero chiedersi il perché di una cosa che potrebbe sembrare strana; ma è presto detto, il rifiuto di essere considerato un “X” o un “Y”.

In altre parole il non volere apparire né appartenere a nessuna categoria (il che è poco apprezzato in quelle realtà che senza un casellario in cui mettere tutto, si trovano a disagio).

L’apertura mentale a volte sembra essere un handicap. L’apertura mentale, o meglio, visiva la racconta bene lui stesso:”tutti quelli che hanno la stessa apertura visiva e vedono il mondo nello stesso modo non hanno osservazioni diverse da comunicarsi. Solo chi ha un’apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo e può dare al prossimo un’informazione tale da allargargli il suo campo visivo”.

Credo che la curiosità infantile sia stata la sua bussola.

Osservare il mondo come avrebbe fatto un bambino, curioso di tutto e affamato di conoscere e sapere tutto di ogni cosa che lo circondava e incontrava sulla sua strada con la purezza e la mancaza di “a priori” di qualsiasi genere (pregiudizi inclusi); ecco cosa spinge Munari a “fare”.

“Conservare l’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di sapere, il piacere di capire, la voglia di comunicare”.

Ciò che l’uomo perde è la sapacità di usare innocentemente i propri sensi

“Le macchine sono noiose con il loro ritmo uniforme costante. con opportuni accorgimenti si possono costruire macchine il cui rumore ricorda il cinguettio degli uccelli”.

Crea la “Tavola tattile per i non vedenti”, i “Libri illeggibili”, cioè libri per i bambini che ancora non sanno leggere ma che saranno invogliati a sfogliare queste opere in cui ogni pagina è una sorpresa: colori diversi, materiali vari, forme sorprendenti, disegni curiosi; arricchisce di nuovi significati gli oggetti quotidiani: le forchette, piegate ad arte diventano “Forchette parlanti o animate”; inventa macchine fini a se stesse: le “Macchine inutili”, smitizza l’importanza dei robot da cui siamo circondati: viene inventato il televisore a colori? E Munari inventa gli occhiali per vedere in bianco e nero la TV a colori! (Chantal Rossatti)

Dal punto di vista didattico Munari offre quella che si può definire materia prima (come le costruzioni in legno).

Nel suo “laboratorio-liberatorio” ogni azione ed ogni proposta è finalizzata a sviluppare quella che potremo definire creatività artistica infantile.

“Non dire cosa fare, ma come fare”: parole che non si limitano al suo impegno con i più piccoli ma che ricordano ai grandi come tornare a sentirsi bambini.

Alcuni giochi didattici e laboratori

Le costruzioni in legno “Scatola di architettura” per Castelletti (1945)

I giocattoli Meo (1949) e Scimmietta Zizì (1953) per Pirelli

Svariati giochi per Danese (Proiezioni dirette, ABC, Labirinto, Più e meno, Metti le foglie,

Strutture, Trasformazioni, Dillo coi segni Immagini della realtà)

Le mani guardano (1979) Milano

Laboratorio “Giocare con l’arte” Faenza (1981)

I laboratori per bambini del Castello dei bambini di Tokio (1985)

Giocare con l’arte (1987) Palazzo Reale, Milano

Giocare con la natura (1988) Museo di Storia Naturale , Milano

Ritrovare l’infanzia (1989) Fiera Milano , Laboratori dedicati alla terza età, Milano

Un fiore con amore (1991) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Giocare con la fotocopiatrice (1991) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Il “Libro letto”, trapunta scritta che è sia libro che letto (1993) per Interflex

Lab-Lib (1992) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Giocare con la puntatrice (1994) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Tavole Tattili (1995) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Suoi i libri per l’infanzia:

Movo: modelli volanti e parti staccate -Grafitalia (1940)

Mondo aria acqua terra – (1940)

Le macchine di Munari – Einaudi (1942)

Abecedario di Munari – Einaudi (1942)

Scatola di architettura – Castelletti (1945)

Mai contenti – Mondadori (1945)

L’uomo del camion – Mondadori (1945)

Toc toc – Mondadori (1945)

Il prestigiatore verde – Mondadori (1945)

Storie di tre uccellini – Mondadori (1945)

Il venditore di animali – Mondadori (1945)

Gigi cerca il suo berretto – Mondadori (1945)

Che cos’è l’orologio – Editrice Piccoli (1947)

Che cos’è il termometro – Editrice Piccoli (1947)

Meo il gatto matto – Pirelli (1948)

Acqua terra aria – Orlando Cibelli Editore (1952)

Nella notte buia – Muggiani (1956)

L’alfabetiere – Einaudi (1960)

Nella nebbia di Milano – Emme edizioni (1968)

Da lontano era un’isola – Emme edizioni (1971)

L’uccellino Tic Tic, con Emanuele Luzzati – Einaudi (1972)

Cappuccetto Verde – Einaudi (1972)

Cappuccetto Giallo – Einaudi (1972)

Dove andiamo?, con Mari Carmen Diaz – Emme edizioni (1973)

Un fiore con amore – Einaudi (1973)

Un paese di plastica, con Ettore Maiotti – Einaudi (1973)

Rose nell’insalata – Einaudi (1974)

Pantera nera, con Franca Capalbi – Einaudi (1975)

L’esempio dei grandi, con Florenzio Corona – Einaudi (1976)

Il furbo colibrì, con Paola Bianchetto – Einaudi (1977)

Disegnare un albero – Zanichelli (1977)

Disegnare il sole – Zanichelli (1980)

I prelibri (12 libri) – Danese (1980)

Cappuccetto Rosso Verde Giallo Blu e Bianco – Einaudi (1981)

Tantagente – The Museum of Modern Art (1983)

Il merlo ha perso il becco, con Giovanni Belgrano – Danese (1987)

La favola delle favole – Publi-Paolini (1994)

La rana Romilda – Corraini (1997)

Il prestigiatore giallo – Corraini (1997)

Buona notte a tutti – Corraini (1997)

Cappuccetto bianco – Corraini (1999)

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