Il muralismo messicano: quando e perché

Siamo all’inizio del secondo decennio del secolo scorso, Messico.

Dopo circa dieci anni di rivoluzione il paese è governato da Alvaro Obregon, ministro dell’educazione José Vasconcelos. La strategia politica e motivi culturali premevano sulle istanze etniche e sociali di una nuova unità.

Il movimento muralista, le cui prime opere sono datate 1921, sembra essere lo strumento ideale per l’educazione delle masse, che rispecchia le finalità della politica di Vasconcelos.

1922: Scuola Nazionale Preparatoria di Città del Messico (antico collegio gesuita di Sant’Ildefonso) diventa il laboratorio del movimento.La sperimentazione di tecniche, forma, colore, spazio e nuovi argomenti, possiamo dire,inizia qui.

Orozco si occupa dell’intero patio (abbandonando i lavori non ancora finiti): l’origine del Messico meticcio, l’intuizione di gli ideali di rinnovazione, una critica alle forze negative e la tragedia umana della Rivoluzione.

Con Orozco si è parlato di sintetismo maniloquente. Una minuziosa ricerca decorativa e simbolica riguardo all’opera di Rivera (visibile ne “La Creazione”). Mentre in Siqueiros Francesco Tedeschi vede una visionarietà di ascendenza precolombiana ( in “La Scuola di New York”).

 

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