Messico: Rivera, Khalo, Modotti

Il Messico degli anni Venti è il Messico della rivoluzione e quindi dei muralisti: Diego Rivera, Josè Clemente Orozco e Alfaro David Siqueiros (di cui si è già parlato).

Il murales è un’arte collettiva con una funzione comunicativa e didascalica, è unarte sociale che vuole contribuire alla crescita di un paese e della sua cultura.
I murales messicani sono opere di grande impatto popolare, di forte potere educativo e spirituale, in diretto rapporto con le radici culturali del paese: pur avendo i vari artisti muralisti alle spalle formazioni personali e culturali diverse, che ingenerarono talvolta vivaci scontri all’interno del movimento, nel Muralismo sfocia un linguaggio sostanzialmente omogeneo, fortemente espressionista, di forte cromatismo e grandiosità compositiva. (larapedia.com)

Nello stesso ambiente gravita Frida Khalo, che sposerà Diego Rivera due volte e Tina Modotti arrivata in Messico con Edward Weston.

Frida rimane vittima di un incidente stradale tra un autobus su cui viaggiava e un tram, a causa del quale riportò gravi fratture. Ciò la segnerà a vita costringendola a numerose operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel suo letto di casa col busto ingessato. Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua arte: crea visioni del corpo femminile non più distorto da uno sguardo maschile. Allo stesso tempo coglie l’occasione di difendere il suo popolo attraverso gli autoritratti, facendovi confluire quel folclore messicano e quell’autobiografismo utopico che li rende originali rispetto alla canonica pittura di storia (wikipedia):

 

In ” Autoritratto con collana ” (1933 ) Frida ha un’aria quasi sorpresa, ironicamente si dipinge con le sopracciglie folte e ravvicinate e con una lieve peluria sul labbro superiore- quasi a voler sfidare gli stereotipi della donna levigata, truccata e hollywoodiana della sua generazione.

Assunta Adelaide Luigia Modotti (Tina) Modotti nasce il 16 agosto 1896 a Pracchiuso, vicino a Udine. Emigra negli Stati Uniti. Inizia un’attività di attrice di teatro.

Inizia in Messico l’attività di Tina Modotti nel campo della fotografia.  Dal 1927 dedica la sua attività anche al Partito comunista e inizia a realizzare una serie di reportage fotografici sugli strati più disagiati della popolazione. Le sue fotografie fanno presto il giro del mondo.

Dopo le prime attenzioni per la natura (rose, calli, canne di bambù, cactus, …) sposta l’obiettivo verso forme più dinamiche, quindi utilizza il mezzo fotografico come strumento di indagine e denuncia sociale, e le sue opere, comunque realizzate con equilibrio estetico, assumono di frequente valenza ideologica: esaltazione dei simboli del lavoro, del popolo e del suo riscatto (mani di operai, manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello,…)
Si lega poi al dirigente comunista cubano Julio Antonio Mella. Mella viene in seguito ferito mortalmente da sicari del colonnello Machado in un attentato compiuto mentre era in compagnia di Tina: le autorità di polizia cercano in quell’occasione di accusare Tina del delitto.
Nel 1930, accusata ingiustamente di aver cospirato per assassinare il presidente del Messico viene espulsa dal Paese.

(immagini tratte da http://www.google.com/imghp?hl=it&tab=wi)

 

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