Klimt a Venezia (prime impressioni)

La bellissima mostra inaugurata a fine marzo di quest’anno merita un giro nell’acqua alta di Venezia, nonostante le difficoltà che questo provoca.

La diffidenza iniziale dovuta all’aura di “evento”, che la mostra porta con se, lascia il posto ad una entusiasmante esposizione curatissima e filologica.

Il percorso segue storicamente l’evoluzione dell’arte, in molti casi applicata, come nella Vienna fin du siècle che vede tra i suoi protagonisti Gustav Klimt.

Nel corso dell’ultimo ventennio dell’800 la Kunstler-Compagnie: GustavKlimt, il fratello Ernst con Franz Matsch decorano le pareti e i soffitti dei più rinomati luoghi pubblici viennesi, siano essi: terme, teatri, musei. Lo stile storicistico è emblematico di questo periodo.

La Sezession viennese fu dominata da Klimt e da Hoffmann in architettura. Idee manifestate sulla loro  rivista Ver Sacrum.

La forma quadrata della rivista, uno stacco totale dal passato, si ritroverà anche nell’opera di Hoffmann e Klimt.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’opera d’arte come  “totale” è ciò che avvicina i secessionisti viennesi tra loro.

In pittura con Klimt la Secessione si avvicina al Simbolismo.

 Nei primi anni del Ventesimo secolo la Secessione entra in crisi, Klimt continua il proprio stile fatto d’oro, volute, donne languide di cui è esemplare la “Giuditta” che l’artista porta alla Biennale di Venezia nel 1910.

 

 

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