Gesamtkunstwerk (ritorno al Museo Correr)

La rottura con l’illusionismo ed il verismo accademici sono il punto di partenza della Wiener Secession.

Il simbolismo sembra essere il punto di partenza di Gustav Klimt.

Opera d’arte totale, questa è la ragione di essere ed esistere di questo gruppo di artisti che sul finire dell’800, anche grazie alle suggestioni provenienti dall’esterno della Mitteleuropa (vedi  Arts and Craft).

Il 1897 per la nuova concezione dell’arte è fondamentale: Rudolf Bacher, Josef Hoffmann, Oskar Kokoschka, Carl Moll, Koloman Moser, Joseph Maria Olbrich, Egon Schiele, ed alcuni altri artisti fondano la Secessione Viennese sotto la guida di Gustav Klimt.

 Ver Sacrum, la rivista fondata l’anno seguente, prende il nome da una poesia di Ludwig Uhland (1787-1862): “Avete udito ciò che Dio desidera, / Andate, preparatevi, obbedite in silenzio!/E’ la primavera ch’Egli vuole” (www.nivis-regnum.com/).

La mostra curata da Alfred Weidinger, uno dei massimi esperti di Gustav Klimt, illustra i rapporti che lo stesso Klimt  intrattiene con i colleghi e con l’ambiente viennese del suo tempo.

Il sodalizio anche artistico, non solo di amicizia, che unisce Hoffmann e Klimt risulta essere il fulcro dell’intera esposizione: la realizzazione della Beethovenausstellung del 1902.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(foto tratte da se000090.host.inode.at)

 

Il percorso simbolista della Secessione non fu prerogativa solo di Klimt ma dell’intero gruppo sia nelle figure femminili che nei paesaggi. (il dipinto a destra è di Moser, quello di sinistra di Klimt)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra si chiude con Girasole di Gustav Klimt datato 1907.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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