Tangram: le sette pietre della saggezza

Questa è la traduzione che WiKipedia da di un gioco- rompicapo cinese.

Non definirei il Tangram un gioco, ma nemmeno un rompicapo.

L’insieme è costituito da 7 forme geometriche, aventi la medesima altezza e tutte del medesimo materiale: 5 triangoli (2 grandi, 1 medio e 2 piccoli), 1 quadrato ed un parallelogrammo; l’obbiettivo è creare forme utilizzando tutti i 7 pezzi, senza sovrapporne alcuno. Ciascun pezzo può essere ruotato, ribaltato, orientato in maniera differente.

Nella confezione in cui viene commercializzato solitamente troviamo il cosiddetto “libretto delle istruzioni”, in cui gran parte delle forme, per così dire, suggerite sirultano essere di senso compiuto (quindi realistiche: animali, persone, case, etc..)

Penso che per noi occidentali il merito maggiore sia quello di allenare la percezione analitica, in quanto capacità del soggetto di mettere in atto processi mentali di analisi e di sintesi, inoltre l’orientamento spaziale delle figure e la capacità di organizzare gli elementi nello spazio. (Il Tangram consente l’identificazione delle figure geometriche, una piccola classificazione e permette di esercitare il confronto tra esse.)

Questa utilità didattica è indubbia ma pensiamo come questo insieme di forme possa aiutare ad aprire la mente e la visione che ognuno ha, e non mi riferisco solo ai più piccoli.

Lasciando noi stessi liberi davanti a questo insieme di forme, trascurando di seguire le regole del “libretto d’istruzioni”, abbiamo infinite possibilità di associare, avvicinare, separare, sette pezzi tra loro creando un mondo del tutto personale.

Esprimere qualcosa di sé. Aprire nuove strade. Questo è il potere di qualcosa come il Tangram. Aiuta a superare confini. Conoscere nuove possibilità e/o nuovi mondi.

Non è forse questo che si propone la creatività e l’arte?

 

 

 

 

 

 


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