13a Mostra Internazionale di Architettura

Un paio di settimane fa si è inaugurata a Venezia la tredicesima edizione della Mostra Internazionale di Architettura; quest’anno curata dall’architetto britannico David Chipperfield. Il titolo che il direttore artistico ha scelto appare semplice ma colmo di significati, riferimenti e possibili sviluppi: “Common Ground“.

Il nome del direttore artistico ai “non addetti ai lavori” dirà poco; basterà dire che in patria ha raggiunto l’onorificenza di Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico  e che la sua attività dall’ ’85 non ha conosciuto soste, intervenendo non solo in Europa ma anche nel resto del mondo.

Come spiega lo stesso Chipperfield nell’introdurre la mostra, il senso dato al titolo come “Common Ground” (terreno comune), “ci incita ad ammettere quelle ispirazioni e influenze che dovrebbero…caratterizzare la nostra professione: questa locuzione serve inoltre a educare l’attenzione rivolta alla città, nostra area di competenza e attività, ma anche realtà concreta in collaborazione con ogni cittadino e con i molti partecipanti al processo di costruzione.”

La visita ai padiglioni, interni ed esterni ai luoghi tradizionalmente adibiti all’evento “Biennale” è stata in qualche modo preparata in anticipo: rumors di varia provenienza e natura, notizie ufficiali e ufficiose, approfondimenti relativi ad architetti e/o paesi presenti e non ultimi i premi assegnati. Questo comporta, rendendo la cosa necessaria, affrontare la 13a Mostra Internazionale di Architettura a tappe, sia da un punto di vista logistico e di tempo, sia perché il bagaglio di informazioni che la visita offre ha bisogno di essere elaborato.

Questo primo articolo riguardante “Common Ground” è una sorta di introduzione:  in primis un accenno al perchè di un simile titolo dalle parole del direttore artistico, di seguito quanto è accaduto prima che i cancelli si aprissero al pubblico, ovvero le premiazioni.
Leone d’Oro alla carriera (attribuito dal Cda della Biennale di Venezia su proposta di David Chipperfield a:
Álvaro Siza Vieira
La giuria internazionale è composta dal presidente olandese Wiel Arets, la tedesca Kristin Feireiss, lo statunitense Robert A.M. Stern, l’italiana Benedetta Tagliabue e l’inglese Alan Yentob.
I premi ufficiali attribuiti dalla guiria internazionale (le motivazioni per l’ attribuzione del premio e delle menzioni sono tratte dal sito ufficiale della Biennale):
Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale al Giappone
Architecture possible here? Home-for-All
Il Leone d’oro per la miglior Partecipazione nazionale, che cattura lo spirito di Common Ground, viene assegnato al Padiglione giapponese, nel quale uno dei maggiori architetti internazionali, Toyo Ito, ha collaborato con architetti più giovani e con la comunità locale per affrontare in modo pratico e inventivo la progettazione di un nuovo centro per una regione devastata da una catastrofe nazionale.
La presentazione e il racconto nel padiglione sono straordinari e ampiamente accessibili a un vasto pubblico. La giuria è stata colpita dall’umanità di questo progetto.
Leone d’oro per il miglior progetto della Mostra Internazionale Common Ground ( che rappresenta, al meglio il tema della Mostra) va a Torre David / Gran Horizonte di Justin McGuirk Iwan Baan e Urban-Think Tank (Alfredo Brillenbourg, Hubert Klumpner) e agli abitanti di Caracas e alle loro famiglie che hanno creato una nuova comunità e una casa a partire da un edificio abbandonato e incompiuto.
La giuria elogia gli architetti per aver riconosciuto la potenza di questo progetto trasformazionale: una comunità spontanea ha creato una nuova casa e una nuova identità occupando Torre David, e lo ha fatto con talento e determinazione. Questa iniziativa può essere intesa come un modello ispiratore che riconosce la forza delle associazioni informali.
Leone d’argento per un promettente studio di architettura della Mostra Internazionale Common Ground a Grafton Architects (Yvonne Farrell e Shelley McNamara)

Per la loro notevole presentazione di un nuovo campus universitario a Lima, che si ricollega alle idee di Paulo Mendes da Rocha. La giuria ritiene che le qualità concettuali e spaziali di questa installazione dimostrino il considerevole potenziale di questo studio di architettura nella reinvenzione del paesaggio urbano.
 
La Giuria ha inoltre deciso di assegnare quattro menzioni speciali.
Alla Polonia per Making the walls quake as if they were dilating with the secret knowledge of great powers. Questa installazione audace e coraggiosa rammenta al visitatore non solo di guardare ma anche di ascoltare… E di percepire il suono del Common Ground.
Agli Stati Uniti d’America per Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good. Questa installazione interattiva ha colpito la giuria per la sua celebrazione della capacità degli individui di cambiare la società con gesti piccoli ma efficaci. La presentazione semplice e non pretenziosa è stata incantevole.
Alla Russia per i-cityi-city adotta un approccio dialettico al passato, presente e futuro della Russia e nel farlo ci trasforma tutti in spie digitali. La giuria è stata attirata in questo magico tour del mistero e sedotta dalla sua presentazione visiva.
A Cino Zucchi per un’installazione che “vuole richiamare la complessa rete di relazioni che modellano il nostro ambiente fisico”. La giuria ritiene che essa rappresenti in modo esemplare il tema onnicomprensivo della Mostra Common Ground.
L’intento di Sir David Chipperfield, di togliere in qualche modo, l’aura di personaggio che crea autonomamente e quasi indifferente a quanto lo circonda, chiedendogli di operare inserendosi nella propria realtà che pur nella diversità, dovuta alle situazioni geopolitiche ed economiche, appartiene al “terreno comune”.

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